L’America sottrae a Napoli il record della pizza più lunga del mondo!

in pizza
novembre 19, 2018
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Purtroppo è accaduto… e il 10 Giugno 2017 Napoli ha perso il suo record per la pizza più lunga del mondo. Le coste californiane sono ora le regine di questo prodotto tipicamente italiano. La città di Fontana, che si trova a circa 100 km da Los Angeles è oggi la regina della pizza più lunga del mondo.

Dispiace dirlo ma è proprio così e tutto è stato anche certificato, la nomina è ufficiale da parte del Guinness World Records, che registra una pizza lunga 1093 metri, che è stata distesa sulle impalcature dell’autodromo della città.

Certo la notizia potrebbe sembrare irrilevante, eppure adesso gli Stati Uniti, da sempre convinti della loro paternità sulla pizza ne saranno davvero certi… a malincuore Napoli lascia questo titolo.

Eppure le fotografie dell’evento sono state scattate in via Caracciolo, la farina Caputo è uno sponsor di quest record e l’Antico Molino napoletano fu sponsor nel 2016, quando gli americani non vinsero il record… ma fu proprio allora questo brand, allo stesso tempo, rivelò il suo orgoglio per il titolo attribuito a Napoli parlando di “un’impresa fatta di amore e di grande attaccamento per le proprie radici, di rispetto per le tradizioni più autentiche, che ci rendono unici agli occhi del mondo intero”.

Ma come in tutte le sfide… talvolta rimane il sapore amaro… di regole non accettate, di un sentimento incerto, che non lascia indifferenti. Nel 2016 il titolo guadagnato da Napoli riscosse successo a livello nazionale… ma questa volta tutto passa nell’indifferenza, in silenzio… un sotterfugio da cancellare…

Eppure dovrebbe toccare il nostro orgoglio questa perdita. Chi ama la pizza napoletana soffre, i napoletani soffrono, soffrono di fronte a tale indifferenza. Un’indifferenza di fronte a una disdetta che piega le nostre radici e mette in ginocchio le nostre tradizioni.

Per gli americani è certo motivo d’orgoglio aver spodestato questo titolo, soprattutto perché finalmente potranno mostrare al mondo intero ciò che per loro è giusto, cioè la paternità della pizza…

Un record che segna, che delinea un certo fare lucroso di fronte a sfide e obiettivi.

La pizza di Napoli non è un lucro… siamo noi, raccoglie i nostri sapori, le nostre tradizioni e non sarà un impasto americano lungo oltre un chilometro a spodestare il primato che noi abbiamo nel coinvolgere tutti i sensi, grazie all’utilizzo di gustose materie prime.

Le multinazionali come Domino, Pizza Hut e Papa John’s non potranno neanche lontanamente riprodurre la vera pizza.

Infatti l’impasto realizzato è solo frutto della pubblicità, dell’intrattenimento mediatico, ma in realtà nessuno ha potuto assistere alla preparazione, al lavoro impiegato, il pubblico è accorso per assistere a questo evento, non senza spese e non ha neanche potuto gustare la pizza gratuitamente, come promesso dall’organizzazione.

Qualcuno l’ha descritta come disgustosa, infatti macchine e volontari, non pizzaioli, si sono solo occupati di stendere la pizza, senza preoccuparsi del vero gusto.

Tutto ciò a Napoli è stato diverso, uno spazio riservato al pubblico c’è stato, a dimostrare ancora una volta quanto per noi siano importanti le tradizioni, interpretate come un “lusso” da condividere, segno della nostra identità comune.

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